Sclerosi multipla e salute cerebrale

Tempo di lettura 10 min

Controllo delle lesioni cerebrali nella sclerosi multipla

Recentemente, abbiamo discusso degli effetti che la sclerosi multipla (SM) può avere sul cervello, ad esempio del fatto che possa portare a un disturbo denominato atrofia cerebrale e di quanto tale disturbo incida sulla vita delle persone affette da questa condizione.1 Adesso, però, andremo a parlare di un sistema ingegnoso che il cervello mette in atto per affrontare questo danno.

Come funziona il backup del cervello

Eravamo soliti pensare che il cervello smettesse di modificarsi e svilupparsi nella prima età adulta, ma ora sappiamo che ciò non è del tutto vero. Con l’invecchiamento, il cervello continua a modificarsi e riorganizzarsi, creando nuove vie e rafforzandone altre. In virtù di ciò, il cervello viene spesso descritto come un organo flessibile o, in termini più prettamente scientifici, dotato di neuroplasticità.2
Se pensiamo a questa neuroplasticità e al fatto che non sfruttiamo appieno tutte le potenzialità del cervello, è facile dedurre che il cervello possieda un backup, una riserva. Se fossero presenti lesioni in una parte del cervello, potremmo essere in grado di usare le parti senza lesioni per aggirare il problema. Questo backup prende il nome di riserva neurologica e, quanto più grande è questa riserva, tanto più sano sarà il cervello. Le due componenti che la costituiscono sono la riserva cerebrale e quella cognitiva, ed entrambe sono importanti per la salute del cervello.1,3 Non abbiamo molto controllo sulle dimensioni del cervello, in quanto sono determinate dalla genetica. Con l’invecchiamento, le dimensioni del cervello iniziano molto lentamente a diminuire, in altre parole andiamo incontro ad atrofia cerebrale. Anche la SM può comportare lesioni al cervello e ciò implica che l’atrofia cerebrale potrebbe manifestarsi un po’ più velocemente. Inoltre, come si può intuire, se le dimensioni del cervello diminuiscono, lo stesso avviene per la riserva cerebrale.1
Il cervello è in grado di affrontare un eventuale danno reindirizzando i segnali verso aree non danneggiate. In alternativa, fa sì che le aree non danneggiate si adattino ad acquisire nuove funzioni.1

Sgranchisci la tua mente

il prof. Bart discute della riserva neurologica:

La neuroplasticità del cervello e il fatto che non venga costantemente usato al 100%, significa che il cervello è provvisto di una sorta di “backup”, o riserva. Se vi sono lesioni in una zona del cervello, altre aree potrebbero essere in grado di aggirare il problema. Questo “backup” è chiamato riserva neurologica e più è ampia la riserva più sano è il cervello. Questa riserva viene classificata in due modelli: la riserva cerebrale e la riserva cognitiva, entrambe importanti per la salute del cervello.

Non abbiamo alcun controllo sulla dimensione (volume) del nostro cervello perché le sue dimensioni sono determinate alla nascita dal nostro patrimonio genetico.
Una delle normali conseguenze del nostro invecchiamento è che il volume del nostro cervello inizia a ridursi lentamente, in altre parole andiamo incontro a quella che viene definita “atrofia cerebrale”.
Dal momento che la SM può provocare ulteriori lesioni a carico delle cellule nervose, l’atrofia cerebrale potrebbe presentarsi più velocemente. Quando il volume del cervello diminuisce anche la quantità di riserva neurologica si riduce.

    1. Brain health: time matters in multiple sclerosis. Disponibile presso: http://msbrainhealth.org/perch/resources/time-matters-in-ms-report-may16.pdf
    2. BrainHQ – What is brain plasticity https://www.brainhq.com/brain-resources/brain-plasticity/what-is-brain-plasticity
    3. Brain health: a guide for people with MS. Disponibile presso: http://www.msbrainhealth.org/resources/for-people-with-ms/article/brain-health-a-guide-for-people-with-ms

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